Credo sarà difficile assistere a interventi più tristi, carichi d’odio e di livore come quelli che abbiamo avuto il dispiacere di ascoltare ieri sera in Aula, durante la discussione a proposito della mozione in ricordo di Sergio Ramelli, da parte di alcuni colleghi facenti parte di Partito che di “democratico” porta soltanto il nome.
Il contradditorio in Consiglio comunale si dimostra essere una delusione crescente e la degenerazione culturale è evidente; ancora una volta la maggioranza si è dimostrata refrattaria a qualsiasi confronto democratico e ha dato prova di ritenere, oggi come 50 anni fa, che “uccidere un fascista non è reato” ma, purtroppo per loro, il martire Sergio Ramelli non poteva nemmeno definirsi tale.
La Maggioranza di Sinistra a Padova si è dimostrata ancora una volta per quello che è. Ha palesato un ripugnante doppiopesismo, frutto di un’ancora più nauseante presunzione di superiorità morale, persino nei confronti di un ragazzo brutalmente assassinato per il solo fatto di aver scritto un tema in cui condannava la barbara esecuzione di Mazzola e Giralucci. Bocciare una mozione che chiede l’intitolazione di una via, strada, giardino o di uno spazio pubblico per ricordare Sergio Ramelli e che nulla aveva di ideologico, non è soltanto vergognoso, ma è la riprova che per la sinistra che governa Padova non può esistere altra pacificazione che quella di ricordare soltanto alcuni e dimenticare gli altri, soprattutto se non in linea con il loro presunto pensiero.
Non è la prima volta che mi bocciano mozioni con false scuse ammantate di peloso ecumenismo (ricordo quando mi bocciarono quella in ricordo di Pamela Mastropietro prima vittima della mafia nigeriana e non solamente collocabile all’interno dell’infinito gruppo ahimè dei femminicidi che riguardano altri tipi di fatti criminosi comunque da condannare senza se e senza ma), non è la prima volta che la maggioranza di dimostra divisa e in disaccordo nelle discussioni e nelle votazioni. Tuttavia, ieri sera si è toccato l’apice dell’ipocrisia. Continuano ad usare due pesi e due misure per qualsivoglia argomento che si intenda portare, come in questo caso, anche come esempio educativo per le future generazioni ed i giovani che mai come in questo momento storico hanno bisogno di essere accompagnati, formati ed orientati ad azioni più solidali e non violente. Durante la mia presentazione e l’ho ribadito anche in replica, ho specificato le intenzioni del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e nonostante il triste risultato sono soddisfatta che ogni passaggio sia rimasto agli atti e a verbale, affinché i padovani possano documentarsi e capire realmente da chi è governata attualmente la città.
Non posso far altro che constatare, con crescente preoccupazione, la deriva autoritaria, estremista e radicale che sta assumendo l’Amministrazione Giordani.
