Nel maggio 2020 ho presentato una mozione per introdurre lo psicologo in farmacia a Padova. L’obiettivo era chiaro: offrire un servizio concreto, accessibile e immediato per intercettare il disagio psicologico, proprio nei luoghi dove i cittadini entrano ogni giorno. La pandemia aveva già mostrato l’urgenza di rafforzare il supporto mentale. Le farmacie sono rimaste aperte, presidio fondamentale durante l’emergenza. Nonostante ciò, la mia proposta è stata bocciata.
Cinque anni dopo, il disagio è aumentato e i numeri parlano chiaro. L’assessore Bressa mi ha evidenziato l’incremento delle richieste di TSO in città e dei disagi mentali. Eppure l’amministrazione continua a non agire. Il 21 luglio 2025 ho ripresentato la mozione. Stavolta non è stata respinta, ma rinviata in Commissione. Non è una vittoria, ma un segnale. Dopo anni di silenzio, forse qualcosa si muove.
L’ho detto chiaramente in aula: questa mozione non è per me, è per la cittadinanza. Non si può continuare a ignorare un’esigenza reale solo perché viene dall’opposizione. La presenza di uno psicologo in farmacia a Padova è una misura di buon senso. Serve ascolto, serve prevenzione, servono interventi tempestivi. E serve farli ora.
Mi aspetto che la maggioranza smetta di temporeggiare. Che questa volta si affronti il tema con serietà, in Commissione e poi in aula. I bisogni della cittadinanza non si archiviano. Il Comune ha il dovere di rispondere.
